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Relazione Cliente-Consulente
 


In veste di “professionista del risparmio gestito”, il consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede è l’unico operatore autorizzato ad offrire prodotti e servizi finanziari al di fuori della sede o delle dipendenze dell’intermediario per il quale opera (vedi anche Chi è). Questa sua peculiarità, unitamente alla sue competenze ed al modello professionale distintivo, contribuisce ad instaurare con il cliente una relazione di fiducia e di lungo periodo.

L’ottemperamento all’imperativo del know your customer rule, cioè l’acquisizione delle informazioni necessarie dal cliente (situazione finanziaria, obiettivi d’investimento, propensione al rischio) approfondite nella pagina Cosa fa di questa stessa sezione del portale OCF, non esaurisce gli obblighi del consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede che deve consegnare all’investitore, fin dal primo contatto:

  1. una comunicazione informativa che esplicita gli obblighi a cui è tenuto nei confronti del cliente e che quest’ultimo deve sottoscrivere;
  2. copia di una dichiarazione redatta dal soggetto abilitato, da cui risultino gli elementi identificativi di tale soggetto, gli estremi di iscrizione all’Albo e i dati anagrafici del consulente stesso, nonché il domicilio al quale indirizzare la dichiarazione di recesso prevista dall’articolo 30, comma 6, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58
  3. copia del prospetto informativo o degli altri documenti informativi, ove prescritti o qualora richiesti, nonché copia dei contratti, delle disposizioni di investimento o disinvestimento e di ogni altro documento da questo sottoscritto, prima della sottoscrizione del documento di acquisto o di sottoscrizione di prodotti finanziari.

La tutela dell’investitore si estende alla ulteriore previsione di un diritto di ripensamento riconosciuto dall’art. 30, comma 6, del T.U.F., secondo il quale il risparmiatore ha diritto di recedere dal contratto di collocamento di strumenti finanziari o di gestione di portafogli individuali sottoscritto con il consulente entro sette giorni dalla data di sottoscrizione, senza il sostenimento di spese o corrispettivo. E’ opportuno sottolineare che l'investitore può chiedere al consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede di trasferire esclusivamente:

  1. assegni bancari o assegni circolari intestati alla società per conto della quale opera ovvero al soggetto i cui servizi, strumenti finanziari o prodotti finanziari sono offerti, muniti di clausola di non trasferibilità;
  2. ordini di bonifico e documenti similari che abbiano come beneficiario il soggetto abilitato di cui alla lettera precedente;
  3. strumenti finanziari nominativi o all’ordine, intestati o girati a favore del soggetto abilitato per conto del quale opera ovvero al soggetto i cui servizi e attività di investimento, strumenti finanziari o prodotti sono offerti.

Ad evitare un cortese ma fermo rifiuto, l’investitore non può dunque chiedere al consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede di trasferire forme di pagamento a lui (cioè al consulente) intestate né danaro contante, o di accettare compensi o finanziamenti. Pena la violazione di norme che conducono alla radiazione del professionista dall'Albo.

Il consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede garantisce inoltre assistenza continuativa al cliente nel corso di ogni fase del rapporto. Il compito del consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede non termina infatti con la sottoscrizione del contratto ma continua nell’assistenza post-vendita prestata al cliente durante la fase attuativa del rapporto attraverso, ad esempio, la valutazione periodica del risultato degli investimenti, la verifica del percorso di raggiungimento degli obiettivi, la raccolta e la tempestiva trasmissione alla società prodotto di eventuali disposizioni successive di rimborso o di investimento.